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GAETI: TRA IDEE E MATERIE

Claudio Cerritelli
1996
La scultura come icona, come immagine che trasforma il processo artigianale della materia in un luogo simbolico, frontale, dove grigie cartilagini e segni di cenere sono testimonianze palpabili dell'infinito rituale dell'arte. L'evento plastico e'condotto a fior di pelle come se si trattasse di un rilievo fatto di carte leggere, di membrane sottili, di pergamene logorate dallo scorrere del tempo. Restituita ad un primordiale incanto, la scultura vive di palpiti naturali e di respiri vegetali trovando nel dialogo con la natura la profondita' dell'essere.

Gian Franco Grechi
1990
Nelle opere di uno scultore si puo'osservare la pratica di due attitudini di autonoma matrice, ma tra loro frammischiate: la modellazione delle idee, ed il conferimento di eloquenza ai materiali; l'artista pensa e, attraverso successive operazioni, imprime forma alle proprie intuizioni..Per farlo si serve di cio' che possa esprimere il progetto, realizzando ed utilizzando quanto inventa allo scopo. Il riandare a tutto quello che, lungo il divenire dei fatti dell'arte, e'servito via via, con ritmati ritorni, con sorprendenti irruzioni, agli autori, favorisce la comprensione dell'originalita', quand'essa appare. Tenendo conto di questi potenziali, si puo' intraprendere la lettura delle opere di Valerio Gaeti. Di un artista instancabile nel costruire idee, nell'inventare virtuali scultorei di cio' che maneggia, modella e traspone. Il suo ampio ed efficace spaziare sfiora l'impalpabile, si ferma sulle soglie quasi dell'inesistente. Esplodono in tal modo forme del tutto nuove, inediti che prontamente si accreditano. Gaeti e' andato alle fonti, quelle inesplorate che occultano lo zampillare della poesia - ma non per se' solo accede al refrigerio, raccoglie la poesia, la deve generosamente trasmettere. Deve trovare come farlo; deve scoprire l'insolito contenitore Nascono in tal modo: midollino, tela, cenere e oro ( resti dell'azione d'un Pormeteo). Per non dire della tensione che percorre le opere di questo scultore diretto alla scoperta di un pensiero, di un materiale. Tensione grazie alla quale Gaeti riesce ad imprimere alle proprie opere una dinamicita' metafisica. Egli si serve d'un modo d'intendere luci ed ombre atto a sfruttare dell'insolita ricchezza offerta dall'opacita', dalla possibilita' non di imporsi ma di farsi seguire. Superfici con una precisa consistenza materica risultano percorse dal disegno, questo offerto da materiali che operano con una integrita' non creata ma creante. Si stendono impalpabili patine che rafforzano la metafora; i rientri spingono avanti uno spazio circoscritto, parte invisibile dell'opera rivelata dal colore-materia dal quale traspare. E' un susseguirsi di invenzioni, quello offerto da Gaeti, capace di mantenerci in un vero futurismo, non d'accademia, d'accatto, riproponente, ma in un autentico fiotto mobile e dinamico, sommamente creativo.

Gillo Dorfles
1990

L'amore per il legno e il midollino, per materiali vegetali e naturali, che conservano nelle loro fibre qualcosa della qualita' "germinativa", ha fatto si' che l'autore fosse sempre attratto dalla particolare costituzione organica di questi materiali e ne divenisse sensibile interprete.

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